Quale sport per i nostri ragazzi?

Settembre non è solo il mese in cui ricomincia la scuola, ma anche quello in cui i genitori scelgono assieme ai loro ragazzi le attività sportive che questi affronteranno durante l’anno.

Come scegliere lo sport più adatto per i nostri figli?

Tutte le mamme e i papà, d’altronde, sono d’accordo sui benefici che lo sport porta ai più giovani, sia per uno sviluppo sano del corpo, sia per il suo valore formativo. Anche l’Unesco, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, ha dichiarato di riconoscere lo sport come “attività ricreativa che fa bene alla salute, diminuendo i rischi di obesità e irrobustendo il fisico, costituisce un aiuto di tipo psicologico, riducendo il rischio di depressione e ansia, e ha un valore socio-educativo, poiché insegna a stare in compagnia, a competere senza usare violenza, a collaborare”.

Nonostante i grandi vantaggi generati dalle attività sportive, tuttavia, solo il 10% dei bambini italiani, secondo gli ultimi dati Istat, pratica uno sport con regolarità e nella maniera corretta, mentre il 20% lo fa in maniera irregolare e insufficiente, e addirittura il 70% non ne fa alcuno, ma preferisce tv e videogiochi. Con questa news vi forniamo qualche indicazione utile per provare a invertire questi dati e consentirvi di scegliere lo sport più adatto per i vostri figli, al loro fisico e alla loro personalità.

Dalla primissima infanzia fino agli 11-12 anni è preferibile che i bambini pratichino sport i più completi possibile, in grado di stimolare tutto l’organismo che è in crescita: muscoli, scheletro e apparato cardiocircolatorio. Ad esempio nuoto, ginnastica o atletica. Ancor meglio, tuttavia, se le attività sono due, e complementari fra loro. «Facciamo scegliere al bambino uno sport che gli piace – ha spiegato a la Repubblica Sergio Lupo, specialista in medicina dello sport a Roma – ma affiancandogli un’altra attività. Per esempio al tennis o al calcio o alla pallavolo affianchiamo il nuoto, il ciclismo, il pattinaggio: i primi sviluppano forza, rapidità, esplosività, i secondi la resistenza e migliorano gli apparati cardiocircolatorio e respiratorio. Non c’è uno sport davvero completo».

sia gli sport individuali, sia quelli di squadra possono essere adatti a ogni bambino.

Una componente molto importante, inoltre, è la personalità del bimbo. Anche in questo caso, non esiste una “formula magica”: sia gli sport individuali, sia quelli di squadra possono essere adatti a ogni bambino. La squadra stimola molto il senso di collaborazione e di condivisione di un obiettivo comune, ed è quindi adatta sia a un bimbo timido che necessita di molto coinvolgimento, sia a uno esuberante che ha bisogno di regole e rispetto dei ruoli. Anche gli sport individuali, tuttavia, hanno i loro pregi: anche in questo caso gli allenamenti settimanali avvengono in gruppo, e questo contribuisce alla costruzione di rapporti di amicizia tra i bambini. Inoltre, lo sport individuale rafforza l’autonomia mentale e l’assunzione di responsabilità.

La scelta dello sport per i nostri ragazzi, in ogni caso, deve combinare due fattori principali: i bisogni fisiologici del bambino e i suoi gusti personali. Per quanto riguarda il primo punto, può essere utile chiedere una consulenza al pediatra di fiducia, che ci indirizzerà sulla disciplina più adatta alle peculiarità fisiche e caratteriali del nostro bimbo; i suoi gusti, inoltre, sono importanti già in tenera età: lo sport deve essere un piacere, un divertimento, e quindi è necessario che i nostri ragazzi facciano una scelta consapevole insieme a mamma e papà.

Se il primo tentativo non andrà a buon fine, nessuna paura: è normale, addirittura preferibile, che i ragazzi sperimentino più discipline prima di trovare quella che fa per loro. Ogni bambino reagisce in modo differente allo sport, alla convivenza con i compagni di squadra, al rapporto con l’allenatore. Insomma, non resta che provare: lo sport non può mancare nel percorso di crescita di ogni giovane. E questo vale anche per i bambini più pigri: in questo caso, il segreto sta nel presentare le ore dedicate allo sport come un momento di svago. Si può cominciare con attività estemporanee come ping-pong, tappeti elastici o canoa. Se il bimbo si divertirà e assocerà un ricordo positivo alle prime esperienze di attività fisica, avrà poi meno difficoltà a praticare una disciplina in modo più regolare: e non riuscirà più a farne a meno.