Primavera: fiorisce… l’allergia

I prati sono fioriti, le giornate sono più soleggiate, l’aria è più piacevole e l’umore è migliore. Le novità positive che porta la primavera sono molte. Oltre a queste, però, la “stagione dei fiori” causa anche una piccola controindicazione: la rinite allergica, di cui soffrono molti bambini.

Secondo una ricerca condotta dalla Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps), infatti, uno su cinque è affetto da allergia stagionale. Un dato in crescita, se pensiamo che negli anni ’90 questo problema riguardava solo il 7% dei bimbi.

Ma che cos’è la rinite allergica? I suoi sintomi sono simili a quelli del raffreddore, ma con una secrezione di muco generalmente più liquida rispetto a quella del raffreddore da virus, starnuti più frequenti e prurito al naso, talvolta associato alla congiuntivite. Si presenta in precisi periodi dell’anno corrispondenti alle stagioni di impollinazione di alcune piante, come le graminacee, che fioriscono da fine aprile a fine settembre, i cipressi e le betulle (per saperne di più, si può consultare uno dei cosiddetti calendari dei pollini). Altri fattori allergenici, inoltre, sono gli acari della polvere e gli animali domestici che, oltre ad avere un epitelio a cui molte persone sono sensibili, trattengono i granuli di polline nel pelo.

Per appurare se un bambino è affetto da rinite allergica, esistono diversi strumenti: i più comuni sono i test cutanei, come il noto il prick test, e gli esami del sangue, più moderni e affidabili. E una volta che l’allergia è stata diagnosticata, come contrastarla? Non trattandosi di un virus, la “sfida” è più complicata: esistono alcuni rimedi immediati, molto pratici, e altri di lungo periodo.

Cominciamo dai primi: nel caso di un’allergia agli acari, per la quale la primavera è il periodo più critico, è fondamentale coprire cuscini e materassi con rivestimenti antiacaro; mentre si gioca all’aria aperta in questo periodo, inoltre, è importante evitare di correre nei prati e nei giardini in cui è stata appena tagliata l’erba e di uscire subito dopo un temporale, poiché la pioggia rompe i granuli di polline in frammenti più piccoli che raggiungono facilmente le vie aeree; l’auto deve poi essere dotata di filtro antipolline, mentre l’esposizione a sostanze inquinanti come fumo e smog, che facilitano l’insorgenza di reazioni allergiche respiratorie, deve essere ridotta al minimo; importantissima, infine, l’igiene, sia della casa, che deve essere pulita di frequente senza sollevare polvere, sia dei capelli, che raccolgono i granuli di polline.

Naturalmente, esistono anche dei rimedi di natura farmacologica. Alcuni molto semplici, come i cortisonici in spray per via nasale, che servono ad alleviare il fastidio e devono essere utilizzati con moderazione, altri più complessi: se i sintomi sono particolarmente accentuati, la soluzione più di lungo periodo (ma più efficace) è un’ immunoterapia specifica, una sorta di vaccino che contiene estratti di allergeni e, nel tempo, riduce la produzione delle sostanze responsabili delle reazioni allergiche. La terapia, tuttavia, è piuttosto lunga – non meno di tre anni – e prevede dosaggi molto variabili a seconda del periodo dell’anno e del tipo di allergia: è necessario, pertanto, scegliere la soluzione migliore con l’aiuto di un medico specialista.