La filiera (virtuosa) del riciclo

Da quattro anni è una presenza fissa a G! come Giocare. E il grande pubblico sembra apprezzare la sua capacità di abbinare gioco e temi sostenibili. Stiamo parlando de La casa per giocare, format che ogni anno in fiera si propone di offrire un’opportunità di riflessione ad adulti e bambini. Divertendosi. Ne abbiamo parlato con Marta Meda e Luca Fois, gli ideatori del progetto.

Che cosa vi aspettate da G! come Giocare?

“Il nostro è un caso un po’ particolare. Non siamo un’azienda, ma un format: vogliamo lavorare sul rapporto adulto-bambini riguardo ad argomenti “alti”. Quest’anno, abbiamo scelto il tema delle 4R: riuso, riciclo, risparmio e rinnovo. Il nostro obiettivo è far sì che quella del riciclo venga percepita come una vera e propria filiera virtuosa: per questo, speriamo che si crei una continuità tra i gesti individuali dei cittadini e l’apparato che gestisce lo smaltimento dei rifiuti. Il gesto è solo un ingranaggio al’interno del sistema. Il percorso dei rifiuti non si interrompe nel momento in cui questi finiscono nella pattumiera, e molti cittadini sono curiosi di sapere che fine fanno i loro scarti”.

Con quali attori avete collaborato per questo progetto?

“Innanzitutto con tre consorzi attivi nel recupero dei materiali: Rilegno, consorzio che si occupa del recupero del legno, Remedia, che fa lo stesso con materiali elettrici ed elettronici, e Comieco, che si occupa del recupero di carta e cartoni. Ed è poi fondamentale il contributo di Amsa, che da tre anni ci accompagna in quest’avventura (La casa per giocare è in contatto con Rossana Ventriglia, dell’Ufficio comunicazione e relazioni esterne, ndr). Sia i consorzi che Amsa, oltretutto, sono attivi nelle scuole per trasferire ai più giovani il valore del riciclo: Amsa, ad esempio, riceve nella sua sede principale le scolaresche, mostra loro i mezzi di lavoro e svolge una lezione sulla raccolta differenziata. Sperando che poi i ragazzi trasferiscano il messaggio ai genitori”.

Quali attività avete previsto per G! come Giocare?

“Abbiamo organizzato alcuni laboratori, gestiti in collaborazione con i tre consorzi: uno su legno e sughero (l’azienda Milaniwood ha fornito i materiali provenienti dallo scarto industriale, ndr), uno sui materiali elettronici e uno su carta e cartone. Vista la nostra provenienza professionale, oltre a far riflettere i giovani sul rispetto dell’ambiente abbiamo voluto cominciare ad abituarli a essere orientati al design, al progetto, all’animazione orientata al design. E le loro “opere” sono state poi esposte all’interno dello stand. Qualche esempio? Una pecora la cui lana è fatta di sacchetti di plastica trasparente e un albero di Natale addobbato con decorazioni fatte di materiali riutilizzati e autoprodotti. Inoltre, abbiamo messo in mostra le creazioni di Designer Rompiscatole, progetto ideato da “Internotrentatre Studiocreativo” che ha portato giovani designer a realizzare originali giochi partendo da semplici piani o scatole di cartone”.

Tracciamo un primo bilancio di questa edizione di G! come Giocare…

“Abbiamo avuto molte presenze al nostro stand. I giovani ospiti si sono dimostrati contenti dell’opportunità che gli abbiamo offerto: si sono detti felici di poter affrontare questi temi. E per noi è stata una grande soddisfazione”.