Giochi di ieri, di oggi, di domani

Paolo Taverna, Direttore Salone Internazionale del Giocattolo

I giocattoli sono cambiati, profondamente, negli anni. E non solo a causa delle norme in materia di sicurezza, giustamente sempre più severe. Sono cambiati anche perché cambiamo noi e, di conseguenza, i bambini: i bambini copiano il mondo dei grandi, lo imitano, ne traggono una visione tutta loro e la proiettano nel loro mondo spesso – per fortuna – ancora spensierato. Ma accanto ai tablet e all’elettronica è bello scoprire che sopravvivono ancora molti dei giochi che ricordiamo tutti con nostalgia, perché il loro valore immaginifico è intatto e assolve ancora oggi molto bene quel compito che i bambini danno ai giocattoli: ricreare con la fantasia un mondo tutto loro.

Queste brevi note e il commento a 8 giocattoli e giochi della mia infanzia che sopravvivono ancora oggi, magari in altra forma, erano frutto di un piccolissimo contributo che avevo prestato alla redazione di un quaderno di appunti per i dipendenti del Gruppo Compass. Un’idea – della loro e nostra agenzia di comunicazione – che personalmente ho molto apprezzato perché l’introduzione era tutta dedicata al giocattolo e altre persone, oltre al sottoscritto, avevano riempito le pagine iniziali di ricordi della loro infanzia.

In questo momento in cui, un po’ per il tempo a disposizione, un po’ perché siamo più o meno tutti romantici, la nostra mente torna spesso ai ricordi e i ricordi dei giochi della propria infanzia sono per antonomasia ricordi felici e quindi piacevoli da ripercorrere, soprattutto in tempi di ansia e preoccupazione.

 

Mi fa piacere quindi condividere con i papà e le mamme che visitano o hanno visitato o visiteranno G! come giocare, i miei brevi e spero in molti casi comuni ricordi.

  1. La pista delle automobiline

    Sì, le chiamo propri così, “le automobiline”, come una volta. Ora si chiamano slot cars, perché dobbiamo evolverci, ma il fascino è sempre quello, immutato: due (o più) modelli che sfrecciano su un binario di metallo elettrificato e le mitiche “spazzole” che raccolgono gli elettroni e spingono in avanti i nostri mini bolidi.
    Occhio a non uscire dalla pista: stai fermo un giro.

  2. Il Risiko

    Quelli della mia età hanno imparato cos’era la Yakustkaya passando le nottate sul tabellone del Risiko. Poi qualcuno ha pensato di semplificare in Yakuzia, perché nessuno riusciva a pronunciarlo. Oggi c’è Wikipedia e finalmente sappiamo che non è un posto, ma una ferrovia nella Russia dell’est. E vogliamo parlare dell’Oceania? Facile da conquistare, ma se non l’avevi tra gli obiettivi era come un paio di infradito sulla Marmolada in inverno.
    Ma che importa? Tocca a me. Attacco l’Ontario con tre!

  3. La cucina

    Ma che l’ha detto che ci sono giocattoli per le bambine che i maschietti non vogliono e viceversa? Io giocavo con la super cucina (molti pezzi ancora in legno e in metallo) insieme alle mie cuginette. Mi divertivo e ora so cucinare abbastanza bene. Ovviamente poi in cambio si giocava a cow-boy e indiani.

  4. La Barbie

    Barbara Millicent Roberts, icona della moda bambolesca dal 1959 (ha compiuto 61 anni ma non li dimostra affatto). Dotata di ogni accessorio possibile, dalla villa, alla piscina, alla roulotte. E con un amico, Ken – di due anni più giovane – che se per caso finiva nell’armadio dei giocattoli del fratellino, insieme al GI Joe, finiva male (io avevo il GI Joe, neanche a dirlo).