Bambini e social network: rischi e rimedi

Una volta c’erano le bambole, il pallone, le macchinine. Poi si è fatta largo un’altra tipologia di gioco in grado stimolare allo stesso modo la mente dei bambini: i videogame. L’ultima grande rivoluzione nel tempo libero dei più piccoli, infine, è stata l’arrivo di internet: i ragazzi oggi trascorrono molto tempo online davanti al pc, allo smartphone o al tablet. L’imperativo è partecipare, condividere le proprie esperienze, in due parole “essere social”. Con tutti i rischi del caso.

bimbi e media

I numeri

Lo studio più rilevante su questo tema è quello condotto dalla Commissione europea su 25mila giovani. Ebbene, il 77% dei ragazzi tra i 13 e i 16 anni gestisce un profilo su un social network. Nonostante Facebook, il più popolare, vieti l’iscrizione (comunque facilmente aggirabile) ai minori di 13 anni, il 38% di quelli fra i 9 e 12 sono già utenti del web 2.0. E gli effetti quali sono? Non proprio positivi, secondo una ricerca 2013 dell’Osservatorio SIP (la società italiana di pediatria), dal titolo “Abitudini e stili di vita degli adolescenti italiani”. Lo studio lega la “dipendenza” da internet dei giovani con i loro aspetti comportamentali: si scopre che chi naviga più di tre ore al giorno (il 21,3%) ha abitudini alimentari peggiori, ne ha altre poco salutari come fumare o bere alcolici, legge poco e a scuola ottiene voti mediocri.

Rischi…

Certo, la rete e i social network offrono senza dubbio anche grandi opportunità. Ma portano con sé anche pericoli reali. Quali? Partiamo dai più grossi:

  • la condivisione e la diffusione di informazioni personali e foto. Lo fa il 55% degli adolescenti senza rendersi conto del pericolo di furto d’identità e adescamenti
  • il social network può utilizzare i dati dei minori per scopi commerciali, con un conseguente bombardamento pubblicitario
  • la “dipendenza”: i ragazzi, dopo avere iniziato a utilizzarli, non riescono più a fare a meno dei social

genitori bambini social network

… e rimedi

Che cosa possono fare dunque i genitori per contrastare questi rischi? Innanzitutto, per essere credibili agli occhi dei figli, è bene che conoscano questi strumenti: è consigliabile quindi che imparino a utilizzarli, così da spingere i ragazzi a un uso consapevole. In questo modo, inoltre, potranno chiedere l’amicizia ai figli o diventare loro follower, in modo da tenere monitorata la loro attività online. Ma in futuro tutto questo potrebbe cambiare: secondo il Wall Street Journal, Facebook sta infatti studiando una tecnologia per “collegare” il profilo del minore a quello dei genitori, in modo che questi possano autorizzare le amicizie dei figli e le applicazioni da usare.

twigis

I social “buoni”
Tuttavia, esiste già un altro social network riservato ai bambini tra i 6 e i 12 anni, nato nel 2008 da un’idea di una start up israeliana. Si chiama Twigis.it e offre ai giovani internauti una piattaforma sicura di giochi interattivi e news: ha oltre quattro milioni d’iscritti in tutto il mondo e da un anno circa è sbarcato anche in Italia.
Su Twigis, “sicurezza” è la parola d’ordine: i commenti pubblici in bacheca, infatti, prima di essere condivisi sono esaminati da moderatori adulti in modo da assicurare un elevato grado di privacy e di policy nella gestione delle informazioni personali. I minori, così, sono tutelati e i genitori possono dormire sonni tranquilli.