Il gioco è bello quando è per tutti

Claudia e Raffaella

La primavera per i bambini è la stagione più bella. Dopo il freddo e le piogge invernali, il rifiorire della natura regala loro giornate di divertimento all’aria aperta, nei giardini e nei parchi giochi. Non a tutti, però. Ci sono infatti ragazzi che, a causa di alcune patologie che ne limitano l’attività fisica, non riescono a godersi la bella stagione come vorrebbero e ad approfittare delle strutture messe a disposizione dalle amministrazioni comunali, che spesso non sono adatte a chi ha una ridotta capacità motoria. Cristian ha sei anni, vive a Santarcangelo di Romagna, in provincia di Rimini, ed è affetto da Atrofia muscolare spinale 3 (Sma3), malattia neurodegenerativa che colpisce le cellule nervose. La sua mamma Raffaella è impegnata da tempo in una battaglia speciale, cioè quella di convincere le amministrazioni locali a dotare i parchi giochi di attrezzature accessibili a tutti: un tema, quello dell’inclusione, caro anche ad Assogiocattoli, che non a caso parteciperà al prossimo Exposanità dal 21 al 24 maggio a Bologna con il progetto “Gioco anch’io”, uno spazio di 100 metri quadri in cui alcune aziende associate esporranno i loro giochi adatti a tutti. In questa battaglia Raffaella non è sola: al suo fianco c’è Claudia, mamma e sua grande amica.

Parchi giochi

Quando vi siete conosciute?
Risponde Raffaella: «Ci conosciamo da poco meno di due anni. Quando io e mio marito abbiamo avuto la diagnosi della malattia di Cristian abbiamo cominciato subito a informarci in rete riguardo alla patologia e al mondo delle associazioni. Abbiamo trovato il supporto di tante fantastiche persone, sia genitori di ragazzi affetti dalla malattia, sia persone come Claudia, che non appena ha sentito il mio racconto si è sentita coinvolta da questa causa e l’ha sposata con tutta se stessa: così abbiamo cominciato a collaborare».

Come?
Spiega Claudia: «Innanzitutto tramite le attività di volontariato. Raffaella faceva già parte dell’Associazione Famiglie Sma ed è membro del Consiglio direttivo dell’Uildm (sezione di Rimini), l’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. Per queste due associazioni insieme a Raffaella e tanti altri volontari realizziamo piccoli oggetti che cediamo in cambio di offerte per raccogliere fondi per la ricerca. Per quanto riguarda invece i parchi giochi, abbiamo iniziato a sensibilizzare il territorio sul tema, provando a parlarne a un quotidiano locale, ma non siamo state molto fortunate perché per ora le amministrazioni locali non hanno accolto la nostra richiesta».

Cioè?
Precisa Raffaella: «L’anno scorso eravamo riuscite a ottenere un appuntamento con il Sindaco di Santarcangelo. Poi lui si è dimesso ed è saltato tutto. Quest’anno ci abbiamo riprovato, abbiamo inviato una lettera al Commissario che ci è sembrato interessato ai giochi per tutti ma le elezioni sono alle porte e quindi aspettiamo con ansia di vedere gli sviluppi. I quotidiani locali, in ogni caso, ci hanno regalato molta visibilità pubblicando articoli sul tema dei parchi inclusivi. Ci preme specificare però che la nostra è una battaglia trasversale, che deve unire tutti e non deve essere associata ad alcuno schieramento politico. Per questo riallacceremo i contatti con le istituzioni locali sono una volta che si saranno svolte le elezioni amministrative».

Parchi giochi

Anche la rete vi sta dando una mano nella vostra battaglia…
Racconta Claudia: «Certo. Da un paio di mesi abbiamo aperto la pagina Facebook Parchi con giochi accessibili per tutti i bambini, che sta ottenendo grandi risultati: abbiamo raccolto circa 4mila Mi piace, moltissime condivisioni e dimostrazioni di solidarietà. Ci sembrava il modo migliore per condividere la nostra causa e comunicarla a tutti. E poi io cerco di sfruttare anche il mio blog personale per parlare di questo argomento».

Quali risultati state ottenendo?
Risponde Raffaella: «Siamo sicuramente soddisfatte dell’eco che sta avendo la pagina Facebook, delle dimostrazioni di affetto e solidarietà che stiamo ricevendo e delle attività di sensibilizzazione che stiamo portando avanti. Ora, però, è il momento di passare ad azioni concrete: le promesse fanno piacere, ma non bastano. Innanzitutto ci piacerebbe trovare uno sponsor che ci sostenga nei nostri progetti. E poi ci aspettiamo di più anche dalle istituzioni: a parole si dimostrano coinvolte, ma per darne ulteriore prova vorremmo che approvassero interventi, progetti, iniziative reali».

Quali obiettivi vi date nel breve periodo?
Conclude Claudia: «Nel Comune di Santarcangelo, nel quale siamo inevitabilmente più presenti e più attive, ci auguriamo di vedere risultati concreti a breve, cioè speriamo che nei prossimi mesi sia installato almeno un gioco accessibile a tutti. E speriamo che anche le altre amministrazioni italiane agiscano nello stesso modo: ci sono molte famiglie nella nostra stessa situazione, e capisco che questo sia un tema piuttosto intangibile finché non ci si trova ad affrontarlo di persona. Ma noi che lo abbiamo provato abbiamo le idee ben chiare su come debbano essere i parchi giochi per tutti: senza barriere, cioè ad esempio senza gradini, senza ghiaia che impedisce l’utilizzo dei passeggini, senza erba alta – e questo non solo per favorire i bambini, ma anche per genitori o nonni anziani e disabili – e con almeno un gioco adatto a chiunque».